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Serie A – De Siervo: “Contemporaneità Milan e Inter solo all’ultima”

Questa mattina l'Amministratore Delegato della Lega Serie A è intervenuto ai microfoni di Radio Anch'io sport, su Rai Radio 1 su vari temi.

Redazione NC

Questa mattina l'Amministratore Delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, è intervenuto ai microfoni di Radio Anch'io sport, in onda su Rai Radio 1. Queste le sue parole, riportate dal sito ufficiale della Lega Serie A. L'Ad, ha parlato della novità del weekend, la trasmissione di Milan-Fiorentina sul Metaverso per gli utenti dell'area Medio Oriente e Nord Africa: "Vogliamo stare il più vicino possibile ai nostri utenti: i giovani passano il tempo nel Metaverso. Stiamo cercando di essere la prima Lega di calcio a interpretare il concetto di innovazione. È come vedere una partita con altre persone, in una immersione condivisa dell'esperienza calcistica. Così il calcio perde la sua umanità? No, sono due fenomeni collegati, nessuno vuole togliere poesia o umanità al calcio. Una Lega moderna deve mettere la tecnologia al servizio dello spettacolo, in questo caso in uno stadio virtuale, in una funzione un po' più vicina a un videogioco. Stiamo cercando di 'ingaggiare' di più le giovani generazioni, altrimenti frammentate e disperse".

Sulla questione stadi, De Siervo ha puntualizzato: "L'Italia è ferma agli anni '90 come modello, ma la Juventus, l'Udinese, il Sassuolo e l'Atalanta hanno tracciato la strada. Il percorso è quello dell'accelerazione dei processi burocratici. La linea del Presidente Casini è corretta, è necessario un tavolo di lavoro tra i Club, il Governo e le Amministrazioni competenti. Nessuna realtà calcistica può essere valutata interessante se non ha un progetto commerciale dietro. Tutti siamo dei consumatori e in Italia è difficile vivere le stesse esperienze che si vivono negli altri Paesi".

De Siervo poi ha affrontato il tema del format della nuova Champions League: "La nostra è una posizione critica su due dinamiche, la prima è sul numero di partite: vengono aggiunte 100 partite, ovvero il 40% in più solo per reperire maggiori risorse economiche. Per la Serie A significherebbe perdere oltre 200 milioni all'anno e questo è un fatto inaccettabile. Chiediamo che l'aumento delle gare sia ridotto della metà, ovvero che i match dei gironi iniziali non siano dieci ma otto, rispetto alle sei attuali. Il secondo aspetto riguarda i coefficienti delle quattro squadre che verrebbero ammesse in più: viene introdotto un coefficiente che tende a premiare determinate performance, una specie di strizzata d'occhio al modello Super League. Dalle stime che abbiamo fatto l'Italia avrebbe solo una squadra in più nei prossimi dieci anni, ci sarebbe una sperequazione rispetto ai due Campionati che già dominano nelle competizioni europee".

Infine l'AD ha poi chiarito che non è prevista la contemporaneità per Milan e Inter nelle ultime tre: "Siamo persone ragionevoli e capiamo le discussioni, ma facciamo parte di un modello economico con delle regole, per mettere più pubblici possibili in condizione di vedere le partite. È stato deciso anni fa che l'ultima giornata si giochi in contemporanea, se necessario. Ed è uguale a quello che avviene all'estero, il modello economico è uguale per tutti".

Infine, l'Ad della Lega Serie A ha confermato che per la prossima edizione della Supercoppa Italiana: "Si tornerà in Arabia Saudita, poiché abbiamo un contratto che non abbiamo risolto per clausole penali che abbiamo ereditato. Per il futuro stiamo valutando un contratto all'estero di più ampia prospettiva, che coinvolga più squadre".