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Serie A – Theo si racconta: “Ero vicino al Bayer, poi lui mi ha convinto”

Maldini ed Hernandez

Se i rossoneri meneghini hanno potuto festeggiare l'arrivo di Theo Hernandez, il merito è soprattutto di una persona

Redazione NC

Durante le ore che hanno preceduto il calcio d'inizio di Milan-Empoli, i microfoni dell'Equipe sono andati a parlare un po' con il talentuoso Theo Hernandez. Esterno sinistro dei rossoneri considerato tra i più forti della Serie A e non solo. Attraverso il quotidiano francese il calciatore ha commentato il suo trasferimento in terra meneghina. Ammettendo che prima dell'intervento diretto di Paolo Maldini sulle sue tracce c'era il Bayer Leverkusen. Club molto vicino al suo acquisto. Solo grazie all'addetto ai lavori meneghino il laterale transalpino ha cambiato idea e ha sposato il progetto rossonero. Di seguito le parole del calciatore:

 Theo Hernandez

Merito di Maldini

"Per me quello rossonero è stato il club giusto al momento giusto. Come squadra abbiamo un grande futuro, possiamo far rinascere questa società. Le persone che orbitano intorno al Milan sono fantastiche. Questi sono i motivi per i quali ho prolungato il mio contratto fino al 2026. Qui ci sono le condizione per vivere al meglio. Il nostro obiettivo è vincere il titolo. Questo è ciò che ci serve per risollevare le sorti del club. Il suo posto è in cima. Se ho scelto i rossoneri, una buona parte del merito va a Maldini".

C'era il Leverkusen

"Ero molto vicino al Leverkusen, ma Paolo ha ribaltato la situazione. Mi è venuto a trovare mentre ero in vacanza ad Ibiza e li abbiamo parlato di calcio. Ho sentito subito che il posto era qui. Difficile immaginare un riferimento nel mio ruolo migliore di lui. Non appena sono arrivato ha insistito molto spingendomi a giocare come so. Così ho capito le mie qualità e non mi sono posto limiti. Ho caratteristiche da attaccante e qualità fisiche da difensore. Sono migliorato sotto porta, anche qui se è scattato qualcosa è stato grazie a Pioli. In Nazionale mi chiedono di giocare così. Senza, però, dimenticare i compiti difensivi".